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| Manifestazione “Salta che ti passa” |
Notizia
di lunedì 26 aprile 2010 |
| CONSELICE. La festa prima e la sconfitta dopo. Il sabato “particolare” della Pallavolo Conselice è filato via tra i sorrisi e le emozioni del “Salta che ti passa”, splendidamente organizzato dal vicepresidente Davide Marri, e l’arrabbiatura per un ko, ininfluente ma sempre amaro (il derby è derby) con i cugini del Bellaria: “Purtroppo non siamo mai riusciti ad entrare in partita – commenta l’ex di turno Matteo Sangiorgi, schiacciatore della Foris Index – e loro invece hanno disputato una prova precisa e attenta. Condizionati dalla festa prima? Non credo, avevamo voglia di vincere e di chiudere bene davanti al pubblico di Conselice, anzi per lo 0-3 finale ci siamo rimasti proprio male. Purtroppo veniamo da una stagione lunga e difficile, con tanti infortuni che hanno condizionato il lavoro in palestra e la preparazione delle partite, e sabato abbiamo pagato dazio”.
Sangiorgi, schierato sabato al posto dell’assente Saiani, sottolinea però giustamente i numerosi aspetti positivi di questo campionato gialloblù: “Abbiamo reagito alla partenza difficile e ai contrattempi, dimostrando forza morale e compattezza. Io credo di aver portato un mattoncino, seppur piccolo, alla causa. Sono andato meglio da schiacciatore che da centrale, ruolo al quale mi ero prestato all’inizio per gli infortuni altrui, e, pur senza fare onestamente nulla di speciale, spero di essere stato utile. Il futuro? Non ho accordi, promesse o discorsi in atto con nessuno, a Conselice e altrove. Quindi prima attenderò di conoscere le intenzioni della Foris Index, poi si vedrà”.
La festa. Grande successo ha riscosso, come dicevamo più su, l’evento “Salta che ti passa”, capace di riempire il palazzo dello sport di Conselice già alle 15 per la partita rievocativa, con tutte le…”vecchie glorie” del club romagnolo: “Faremo in modo che questo momento diventi una costante nella vita della nostra società – sottolinea un’entusiasta presidente Enrico Spada -. Non dico tutti gli anni, ma il più frequentemente possibile, anche perché la risposta della gente è stata sorprendente”.
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